Amati amici e compagni:
Sono Francesco Gioia e so che questo nome non dirà niente a nessuno...Però se vi dico "Cesare" le cose saranno più chiare. "Cesare, l'italiano". Tanti di voi mi avrete visto in qualunque festa o assemblea però mai in nessuna manifestazione o atto pubblico.
Tutto questo come la mia detenzione ha molto a che vedere col mio nome, Francesco Gioia e con quello di "Cesare", inventato per la mia sicurezza e la vostra.
Da quando ho compiuto 17 anni sono stato oggetto di una dozzina di perquisizioni domiciliari e sono stato investigato in numerose occasioni, quasi sempre con esito per me positivo.
Di fatto sono stato fermato molte volte e anche se mai sono entrato in una carcere non è stato perché i difensori dell'ordine non l'abbiamo provato. Cominciarono con l'accusarmi di 20 attacchi contro la chiesa cattolica, furto, danneggiamenti, possesso illecito d'arma bianca, oltraggio alla bandiera, danneggiamenti per mezzo di incendio, estorsione, violenza aggravata, apologia del terrorismo, ecc., e nel 2003 mi applicarono l'articolo 270 bis: associazione sovversiva con finalità di terrorismo. Di tutte queste investigazioni fatte sempre senza nessuna prova concreta, sempre sono stato dichiarato "non colpevole".
Fino al luglio 2004, quando, con altri compagni del "Silvestre" di Pisa (gruppo anarco-ecologista) e Willy, amico e compagno del campo antimperialista, ricevo una citazione per lo stesso 270 bis per un'indagine sulle C.O.R (Cellule di Offensiva Rivoluzionaria). Questa formazione è composta da anarchici, comunisti e antimperialisti a tenta di unire differenti forze cercando una possibile unità d'azione. Il Ministero dell'interno nella sua informativa sul "terrorismo interno" dopo la detenzione di molti militanti della brigate rosse, definisce la propaganda armata delle C.O.R. come l'attività terroristica più attiva, con maggior seguito ed appoggio. Finora le C.O.R hanno rivendicato circa 20 azioni colpendo fascisti, sindacalisti de regime, carabinieri, giornalisti e minacciando altrettanti loro colleghi mediante l'invio postale di lettere e pallottole seguendo la strategia di "colpire uno per educarne cento" cercando su internet si possono trovare molte informazioni su questo gruppo, incluso alcune rivendicazioni e un documento esteso intitolato: "Primo documento chiarificatore". Nonostante non gli manchino né mezzi né uomini i difensori del capitalismo e dello sfruttamento non sono riusciti ad arrestare nessun membro delle C.O.R.. Per questo, per placare la sete di prenderli, mentre erano seduti sul cesso o mentre cadevano dal letto si sono pensati l'equazione "Silvestre"=C.O.R.; le C.O.R. = braccio armato del "Silvestre".
Le prove nessuna, neanche fabbricate.
Prima, per implicarti, ti mettevano in casa cose compromettenti, adesso direttamente lavorano su fantasie, inventano una storia e al posto di girare un film fanno un'indagine giuridica.
Tutto questo non lo dico in chiave innocentista o vittimistica, se non per chiarificare in che maniera demenziale portano avanti le indagini in Italia.
Una "prova": Nella mia macchina mi avevano messo un localizzatore G.P.S., io vado a casa del mio amico Willy, lascio la macchina sotto la sua casa , dopo di un'ora torno alla mia, tutti questi movimenti sono registrati dal G.P.S sia il mio amico che io siamo stati seguiti dalla polizia quotidianamente. Ed in ogni caso magicamente, riusciamo ad uscire di casa, prendere un veicolo, senza che nessuno veda niente e bruciamo una macchina di un'esponente di "Alleanza Nazionale" (come il PP di qui) e tornammo senza che neppure questa volta nessuno veda niente, questa è la versione di fantasia della polizia. Se fosse un film sarebbe divertente, però come prova è ridicola.
Altra "prova": Willy era controllato giorno e notte da almeno due poliziotti per turno (detto da loro stessi). Pero lo accusano lo stesso di un'altro attacco contro un rappresentante di Alleanza Nazionale, riconoscendo che neanche loro si erano accorti di niente. è come se la polizia pensasse: siamo stupidi però almeno lo mettiamo in carcere. Tutte le prove praticate di DNA, impronte digitali ecc., sono risultate negative. Ciò nonostante otto persone sono state messe agli arresti domiciliari fino a 6 mesi per aver ricevuto per posta una rivendicazione delle C.O.R. per "Terra Selvaggia", anche se molti altri giornali ricevettero questo comunicato. Due persone, Willy e Alessio, sono in carcere da quasi un anno, aspettando il processo. Io, prima di essere incarcerato, mi fecero stare una settimana in arresto domiciliare e in questo momento mi detti alla fuga. E dopo dieci mesi i difensori del capitalismo mi hanno arrestato a Barcellona. Nel periodo che sono rimasto in latitanza mi sono trovato bene e anche se adesso sono in carcere sono felice ed orgoglioso della mia scelta.
Il mio arresto: stavo parlando per telefono con mia madre (con le debite precauzioni, anche se consiglio a tutti di non farlo perché prima o poi intercettano la chiamata) da un locutorio. Dopo circa sette minuti mi aprirono la cabina e mi puntarono in testa una mitraglietta. Cinque o sei mi stavano al lato e due di loro mi buttarono al suolo facendomi una chiave. Durante tutta questa operazione non ho potuto vederli in faccia. Immediatamente mi portarono alla caserma più vicina. Lì mi interrogano poliziotti spagnoli e almeno due italiani, probabilmente carabinieri, che erano quelli che istigavano e orientavano l'interrogatorio. Visto il trattamento abituale della polizia spagnola io mi aspettavo molte botte e torture varie però, per fortuna, finora non sono arrivate. Minacce e domande molte, botte o risposte nessuna. Alla fine di questo teatro mi permisero di vedere un interprete e un avvocato d'ufficio e gli dico che prima di fare qualsiasi cosa devo consultarmi col mio avvocato italiano. Dopo mi portarono in un altro commissariato e, il giorno dopo, mi trasferirono a Madrid in un furgoncino della polizia. Passai a disposizione giuridica e mi oppongo all'estradizione. Dopo mi portarono a Soto del Real, prigione preventiva di massima sicurezza. logicamente tutti i prigionieri appena arrestati possono fare una chiamata telefonica però, come sempre, io non posso chiamare. Immediatamente conosco i prigionieri politici che stanno nel modulo 7: baschi accusati di appartenere all'ETA, un comunista accusato di appartenere al GRAPO e altri anarchici arrestati a Barcellona nel settembre del 2003: tutti sono molto solidali con me, dandomi vestiti, libri e aiutandomi a comprare quello che mi serve, noi dodici siamo prigionieri inclusi nel "Fichero de Internos de Especial Seguimiento", "Banda Armata" FIES 3.
Ciò nonostante qui mi trovo bene e sono contento e spero che mi portino in Italia il più tardi possibile, perché lì secondo la pratica della dispersione sicuramente mi porteranno in una prigione molto lontana dalla mia casa e dalla mia famiglia, per cui la comunicazione con loro sarà lo stesso difficile. Nonostante tutto devo precisare, perché non mi si maleinterpreti, che anche se qui sto bene, i secondini e le prigioni sono delle merde come in tutte le parti.
Cesare o Francesco, un ringraziamento a tutte le persone che mi appoggiano e che mi hanno aiutato, un saluto con il pugno chiuso a tutti i compagni comunisti, anarchici, antimperialisti ed indipendentisti che combattono contro lo stato e il capitalismo.
Non un passo indietro! La guerra contro lo stato e lo sfruttamento continua dentro e fuori dai carceri con tutti i mezzi necessari.
L'anarchismo non si trova nella musica, né nelle commemorazioni, né nelle creste, né nelle occupazioni tollerate dallo stato, ma nel desiderio di libertà e giustizia quando tutto questo si trasforma in azione. Lasciamo che i fantasmi del settarismo si cuociano nella propria salsa, armiamoci di coraggio e facciamo che la solidarietà rivoluzionaria non sia una parola vuota.
Gioia Francesco C.P. Madrid V modulo 7 28791 Soto del Real (Madrid)