Saturday, July 30, 2005

No alla messa fuori legge del comunismo

No alla messa fuori legge del comunismo
La persecuzione dei comunisti colpisce la libertà politica di tutti noi

All’ambasciata francese in Italia.

Chiediamo al governo francese l’immediata scarcerazione dei comunisti italiani G. Maj e G. Czeppel del (n)PCI e di Angelo d’Arcangeli della Delegazione del (n)PCI arrestati a Parigi ingiustamente e illegalmente.

Il governo francese è complice del governo Berlusconi che, come avvenne durante il tristemente noto ventennio fascista, vuole togliere il diritto di parola a chi si oppone alla sua politica di oppressione, miseria e guerra.
Al “processo” contro Gramsci, il pubblico ministero esclamò: “bisogna impedire a questo cervello di funzionare per vent’anni”!
Noi non dimentichiamo Antonio Gramsci, Segretario del primo PCI, rinchiuso e lasciato morire nelle carceri fasciste e con lui le centinaia di comunisti che riempirono le carceri italiane. Non dimenticheremo mai quei compagni e tanto meno abbiamo dimenticato i fascisti e i loro metodi.
Non permetteremo che i nostri figli assistano a quello che allora i partigiani hanno giurato con il loro sangue che mai più sarebbe successo.

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Sunday, June 19, 2005

Lettera di Giuseppe CZeppel del 31/05/2005 dal Carcere

Lettera dal carcere di Parigi (Fleury Mérogis) del compagno del (n) PCI, Giuseppe Czeppel, arrestato a Parigi il………. scorso ad opera delle autorità francesi in combutta con i servizi segreti italiani.

31/05/2005

“L’accerchiamento della città dalla campagna”

Vorrei con questo articolo sfruttando sia l’esperienza fin qui maturata, sia gli articoli della Voce (rivista clandestina del (n) PCI) che riguardano la GRP-LD cercare di rendere “popolare” la condotta dei maoisti (m-l-m) nelle condizioni attuali, che sono in sintesi la lotta rivoluzionaria in un paese imperialista, cercherò di mostrare qual è nella pratica il lavoro dei m-l-m oggi. In patricolare vorrei descrivere come si concretizza e si conduce quello che i maoisti chiamano “l’accerchiamento delle città dalla campagna”.
L’accerchiamento delle città dalla campagna è una legge generale della GRP-LD e non si traduce in modo meccanico nella sollevazione dei contadini che accerchiano le città anche perché oggi, prendo ad esempio l’Italia, i contadini sono il 3% della popolazione attiva. Molti contadini sono poi racchiusi in una catena di lavoro gestita dalle industrie agroalimentari e assomigliano per certi versi ai lavoratori dell’industria. Dobbiamo anche tener conto della fase; oggi noi iniziamo l’accerchiamento, non lo chiudiamo, lo sviluppiamo.
Superate queste premesse vorrei descrivervi finalmente come si concretizza questo lavoro di accerchiamento delle città dalla campagna.
Cosa sono le città nella pratica?
Le città nella pratica sono dei centri di potere culturale e di direzione della borghesia verso le masse popolari e i lavoratori. Un giornale della borghesia, una rivista scientifica borghese sono per me una città da accerchiare. Ma anche in una fabbrica, il padrone e i suoi scagnozzi sono la città da accerchiare.
Cosa è nella pratica la campagna?
La campagna è un “territorio” formato da tutti gli individui che i comunisti possono mobilitare per accerchiare le “città”, i centri di direzione della borghesia.
La classe operaia e i suoi elementi avanzati sono coloro che costituiranno i primi elementi di questo accerchiamento. Man mano che propaganda, agitazione, e reclutamento avanzeranno anche gli elementi avanzati delle altre classi inizieranno l’accerchiamento.
Nel dettaglio l’accerchiamento si amplia e mette le basi per uno sviluppo sicuro quanto più il (n) PCI attraverso i CdP (Comitati [clandestini] di Partito) diffonde analisi e indica la soluzione concreta ai problemi che la società diretta dagli imperialisti genera. Anche se il centro della lotta è tra la classe operaia e la borghesia imperialista non vi è dubbio che l’accerchiamento deve avvenire a partire da un territorio più vasto possibile, che per semplificare chiamiamo campagna.
In questo caso il territorio è vasto perché più l’accerchiamento si chiude su una città o sulle città, più significa che gli operai di una data fabbrica in lotta contro i padroni devono essere sostenuti dai vari settori in cui i comunisti sono attivi. Se il nostro lavoro di accerchiamento si è sviluppato a difesa di un gruppo di lavoratori piccolo si schierano associazioni, riviste, radio e quant’altro. Col nostro lavoro (il lavoro dei CdP) si è sottratto all’influenza culturale della borghesia e si sia dimostrata l’impossibilità di riformare un sistema che giustifica la miseria in relazione allo sfruttamento necessario a nutrire i capitali finanziari. Accerchiare dunque significa raggiungere il maggior numero possibile di individui della nostra società con le nostre idee e proposte e nel linguaggio più adeguato possibile. Anche storicamente il movimento comunista non ha mai avuto autolimitazioni al suo lavoro di direzione ed influenza, esso ha permeato e influenzato sia l’arte che la ricerca e indotto molti sinceri democratici ad aprire gli occhi sulle pseudo democrazie create dagli imperialisti.
La sintesi del discorso è quindi che l’accerchiamento delle città dalla campagna inizia con la creazione e pratica dei Comitati di Partito in ogni settore della nostra società e decisamente al lavoro nella comprensione dei metodi necessari a permeare la società della cultura antagonista che i comunisti elaborano e portano verso le masse indirizzandole nelle loro scelte fino a chiudere l’accerchiamento delle città dalla campagna. È evidente che questa fase è anche legata a quanto la borghesia permette ai comunisti di lavorare alla luce del sole, a quanto la controrivoluzione preventiva si spinge è per questo che tutto il nostro lavoro non deve essere alla luce del sole, pena la brusca interruzione della fase di accerchiamento. È anche ovvio che se riusciamo a conquistare una parte importante della campagna la borghesia sarà sempre costretta a valutare quanta parte del lavoro alla luce del sole andrà dopo essere illegalizzato a sostenere il lavoro clandestino del (n) PCI e dei CdP o di organizzazioni maoiste che svilupperanno un’adeguata teoria della GRP-LD nei paesi imperialisti.

W i CdP !!
W il (n) Pci !!

Accerchiamo le città dalle campagne!!!

Un grande saluto comunista da Giuseppe

Il mio attuale indirizzo è:
Giuseppe Czeppel 340658 F 6.D2
Maison d’Arret – Fleury – Mérogis
7 av. Des Paupliers
91705 Ste Genevièvedes Bois (Francia)

Saturday, June 18, 2005

Lettera del compagno del (n) PCI Giuseppe Maj a sua figlia, arrestato a Parigi dalle autorità francesi in combutta con i servizi segreti italiani

Parigi, 29/05/2005
Sono di nuovo ala Santé e Czeppel a Fleury Mérogis, da Giovedì 26.05 sera. Spero che tu non sia rimasta molto male alla notizia. In una lotta lunga e per alcuni aspetti nuova come quella in cui sono impegnato, sono inevitabili alti e bassi, successi e sconfitte, avanzate e ritirate, periodi di scontri accesi e pause. Quello che è decisivo ai fini della vittoria è che dopo ogni sconfitta si raccolgano le forze, si tirino teoricamente e praticamente le lezioni della sconfitta, si tracci una linea di difesa e di avanzata e si incominci ad attuarla. Bisogna certo rintuzzare sia la sterile supponenza di compagni che dicono “l’avevo detto” senza analizzare nel concreto le cause della sconfitta concreta sia la gioia maligna degli avversari che trovano nelle sconfitte dei rivoluzionari la principale conferma della bontà della loro rinuncia ad una strategia. Ma bisogna rintuzzare tutto questo principalmente per impedire che l’uno a l’altro gruppo influenzi gli incerti e indebolisca ulteriormente le posizioni. Non per convincere quelli dell’uno o dell’altro gruppo. La rinuncia a darsi una strategia razionale confortata dall’esperienza storica non si supera con le argomentazioni quando si tratta di persone che “fanno politica” da tempo. È una questione di sentimenti, di larghezza di vedute e di carattere che solo la pratica ragionata e i colpi della vita possono modificare fortemente.
Ciò detto, veniamo a noi. Spiega per favore ai compagni, agli amici, ai famigliari a cui sono caro o per rapporti personali o per il lavoro che svolgo che bisogna affrontare con serenità la vita. Io sono sereno e convinto che la causa per cui combatto si apre la sua via superando ognuno degli ostacoli che incontra nel cammino.
Sono arrivato in cella sprovvisto di ogni cosa e nel giro di alcune ore avevo in cella tutto il necessario e anche più grazie alla solidarietà dei prigionieri corsi (6 di cui 4 politici; uno lo avevo abbonato al foglio nel 2003 benché non fossimo nello stesso reparto allora) baschi (4) e comuni. Ora attendo gli aiuti in vestiario e in soldi che arriveranno dall’esterno.
Avrei bisogno degli indirizzi di Contropiano, Rossoperaio, Eretica (o Praxis o Rosso XXI), Linearossa, L’Ernesto, CN Carc e dell’ASP per chiedere a ognuno l’invio della stampa.

Un abbraccio e un saluto affettuoso ai compagni amici e familiari. Il comunismo vincerà.

Giuseppe

Per mandare lettere, riviste, saluti e messaggi di solidarietà scrivere a:

Giuseppe Maj
285180 – 2D – 142
42, Rue de la Santé
75674 Paris Cedex 14

Per sostenere economicamente i compagni in carcere rivolgersi a
Associazione Solidarietà Proletaria (ASP)
C.P. 380, P.zza Matteotti, 80133 Napoli
c/c postale N° 34265207 intestato a Solidarietà Proletaria

Friday, June 17, 2005

Lettera di Giuseppe CZeppel del 28/05/2005 dal Carcere

28 Maggio 2005

Cari compagni,
ora che sono nelle galere francesi la mia principale preoccupazione è il fatto che il mio lavoro non può più essere utilizzato dal partito per condurre la lotta. Questo è uno dei pensieri ricorrenti di questi giorni. Questo era anche la situazione a cui ero sottoposto nel periodo (il 2004) in cui la giustizia francese mi costringeva al confino e al suo controllo. Questa limitazione doveva essere superata, dovevamo tornare al lavoro al 100% per il (n)PCI. Il partito ci ha chiesto di tornare al lavoro e io ho aderito con entusiasmo al nuovo lavoro che si intraprendeva. Abbiamo fatto dei nuovi passi avanti. Ritornare al lavoro clandestino in queste nuove condizioni ha maggiormente evidenziato la differenza tra lavoro alla luce del sole e la sua limitazione rispetto al lavoro clandestino. Io ho la fortuna di apprezzare nella pratica questa differenza e di rendermi conto che ciò che la nostra teoria afferma in modo chiaro è coerente con l’esperienza che stiamo conducendo. La clandestinità del partito è il presupposto alla liberta di azione dei comunisti e per riflesso rende anche il lavoro legale dei comunisti più ampio. Possiamo intervenire nelle attività della classe operaia e delle masse popolari con una posizione inconfutabile non soggetta all’influenza del potere della borghesia imperialista. La clandestinità è un elemento di chiarezza fondamentale per dimostrare che la nostra teoria e pratica sono rivoluzionarie nel senso che non possono avere come sbocco un accomodamento con la borghesia. Nel campo di chi si dichiara rivoluzionario, nostri maggiori detrattori sono gli “Astensionisti” di principio”. Con il loro non distinguere tra lavoro legale e clandestino e confondendo le organizzazioni legali con quelle clandestine operano un azione antirivoluzionaria indiscutibile, anche se lo fanno in buona fede. Chi afferma l’inutilità del lavoro clandestino o ancor peggio la sua impraticabilità fa un’opera antirivoluzionaria eccellente.
In particolare la nostra esperienza dimostra che il lavoro clandestino non è specifico di una particolare attività ma lo è per tutto l’insieme di attività del partito. Però implica d’altra parte esercitare influenza sulle masse popolari e i loro elementi avanzati incoraggiando la lotta politica legale fino a quando essa si dimostrerà utile a contrastare la cultura e il potere predominante.
Se queste attività legali si sviluppano influenzate da un partito ralmente clandestino la borghesia avrà sempre più difficoltà a interdirle o a dichiararle illegali, perché altrimenti costringerebbe le masse, una parte sempre più ampia dei comunisti e gli elementi avanzati a ricorrere alla clandestinità come forma principale di azione e rendendo più forte il nostro partito.
Cari compagni questo è in sintesi quello che ho tratto dall’esperienza di lotta di questi ultimi mesi, ma che sicuramente non sarà l’ultimo periodo perché appena mi sarà data la possibilità tornerò al lavoro, spero di aver scritto in modo semplice e chiaro che anche nelle condizioni attuali continuiamo a sviluppare in modo anche migliore la nostra teoria e rafforzare le basi della costruzione in Italia del socialismo.
Un grande abbraccio e saluto comunista a tutti i compagni che contribuiscono alla lotta rivoluzionaria in Italia.
W il (n)PCI. Giuseppe CZeppel, membro del (n)PCI

NB: il mio nuovo indirizzo è:
Giuseppe CZeppel 340658-F D2
Maison d’Arrét – Fleury – Mérogis
7 av des Penpliers
91705 ste Geneviève des Bois (Francia)

Saturday, June 11, 2005

Lettera di Gioa dal Carcere di Madrid

Amati amici e compagni:
Sono Francesco Gioia e so che questo nome non dirà niente a nessuno...Però se vi dico "Cesare" le cose saranno più chiare. "Cesare, l'italiano". Tanti di voi mi avrete visto in qualunque festa o assemblea però mai in nessuna manifestazione o atto pubblico.
Tutto questo come la mia detenzione ha molto a che vedere col mio nome, Francesco Gioia e con quello di "Cesare", inventato per la mia sicurezza e la vostra.
Da quando ho compiuto 17 anni sono stato oggetto di una dozzina di perquisizioni domiciliari e sono stato investigato in numerose occasioni, quasi sempre con esito per me positivo.
Di fatto sono stato fermato molte volte e anche se mai sono entrato in una carcere non è stato perché i difensori dell'ordine non l'abbiamo provato. Cominciarono con l'accusarmi di 20 attacchi contro la chiesa cattolica, furto, danneggiamenti, possesso illecito d'arma bianca, oltraggio alla bandiera, danneggiamenti per mezzo di incendio, estorsione, violenza aggravata, apologia del terrorismo, ecc., e nel 2003 mi applicarono l'articolo 270 bis: associazione sovversiva con finalità di terrorismo. Di tutte queste investigazioni fatte sempre senza nessuna prova concreta, sempre sono stato dichiarato "non colpevole".
Fino al luglio 2004, quando, con altri compagni del "Silvestre" di Pisa (gruppo anarco-ecologista) e Willy, amico e compagno del campo antimperialista, ricevo una citazione per lo stesso 270 bis per un'indagine sulle C.O.R (Cellule di Offensiva Rivoluzionaria). Questa formazione è composta da anarchici, comunisti e antimperialisti a tenta di unire differenti forze cercando una possibile unità d'azione. Il Ministero dell'interno nella sua informativa sul "terrorismo interno" dopo la detenzione di molti militanti della brigate rosse, definisce la propaganda armata delle C.O.R. come l'attività terroristica più attiva, con maggior seguito ed appoggio. Finora le C.O.R hanno rivendicato circa 20 azioni colpendo fascisti, sindacalisti de regime, carabinieri, giornalisti e minacciando altrettanti loro colleghi mediante l'invio postale di lettere e pallottole seguendo la strategia di "colpire uno per educarne cento" cercando su internet si possono trovare molte informazioni su questo gruppo, incluso alcune rivendicazioni e un documento esteso intitolato: "Primo documento chiarificatore". Nonostante non gli manchino né mezzi né uomini i difensori del capitalismo e dello sfruttamento non sono riusciti ad arrestare nessun membro delle C.O.R.. Per questo, per placare la sete di prenderli, mentre erano seduti sul cesso o mentre cadevano dal letto si sono pensati l'equazione "Silvestre"=C.O.R.; le C.O.R. = braccio armato del "Silvestre".
Le prove nessuna, neanche fabbricate.
Prima, per implicarti, ti mettevano in casa cose compromettenti, adesso direttamente lavorano su fantasie, inventano una storia e al posto di girare un film fanno un'indagine giuridica.
Tutto questo non lo dico in chiave innocentista o vittimistica, se non per chiarificare in che maniera demenziale portano avanti le indagini in Italia.
Una "prova": Nella mia macchina mi avevano messo un localizzatore G.P.S., io vado a casa del mio amico Willy, lascio la macchina sotto la sua casa , dopo di un'ora torno alla mia, tutti questi movimenti sono registrati dal G.P.S sia il mio amico che io siamo stati seguiti dalla polizia quotidianamente. Ed in ogni caso magicamente, riusciamo ad uscire di casa, prendere un veicolo, senza che nessuno veda niente e bruciamo una macchina di un'esponente di "Alleanza Nazionale" (come il PP di qui) e tornammo senza che neppure questa volta nessuno veda niente, questa è la versione di fantasia della polizia. Se fosse un film sarebbe divertente, però come prova è ridicola.
Altra "prova": Willy era controllato giorno e notte da almeno due poliziotti per turno (detto da loro stessi). Pero lo accusano lo stesso di un'altro attacco contro un rappresentante di Alleanza Nazionale, riconoscendo che neanche loro si erano accorti di niente. è come se la polizia pensasse: siamo stupidi però almeno lo mettiamo in carcere. Tutte le prove praticate di DNA, impronte digitali ecc., sono risultate negative. Ciò nonostante otto persone sono state messe agli arresti domiciliari fino a 6 mesi per aver ricevuto per posta una rivendicazione delle C.O.R. per "Terra Selvaggia", anche se molti altri giornali ricevettero questo comunicato. Due persone, Willy e Alessio, sono in carcere da quasi un anno, aspettando il processo. Io, prima di essere incarcerato, mi fecero stare una settimana in arresto domiciliare e in questo momento mi detti alla fuga. E dopo dieci mesi i difensori del capitalismo mi hanno arrestato a Barcellona. Nel periodo che sono rimasto in latitanza mi sono trovato bene e anche se adesso sono in carcere sono felice ed orgoglioso della mia scelta.
Il mio arresto: stavo parlando per telefono con mia madre (con le debite precauzioni, anche se consiglio a tutti di non farlo perché prima o poi intercettano la chiamata) da un locutorio. Dopo circa sette minuti mi aprirono la cabina e mi puntarono in testa una mitraglietta. Cinque o sei mi stavano al lato e due di loro mi buttarono al suolo facendomi una chiave. Durante tutta questa operazione non ho potuto vederli in faccia. Immediatamente mi portarono alla caserma più vicina. Lì mi interrogano poliziotti spagnoli e almeno due italiani, probabilmente carabinieri, che erano quelli che istigavano e orientavano l'interrogatorio. Visto il trattamento abituale della polizia spagnola io mi aspettavo molte botte e torture varie però, per fortuna, finora non sono arrivate. Minacce e domande molte, botte o risposte nessuna. Alla fine di questo teatro mi permisero di vedere un interprete e un avvocato d'ufficio e gli dico che prima di fare qualsiasi cosa devo consultarmi col mio avvocato italiano. Dopo mi portarono in un altro commissariato e, il giorno dopo, mi trasferirono a Madrid in un furgoncino della polizia. Passai a disposizione giuridica e mi oppongo all'estradizione. Dopo mi portarono a Soto del Real, prigione preventiva di massima sicurezza. logicamente tutti i prigionieri appena arrestati possono fare una chiamata telefonica però, come sempre, io non posso chiamare. Immediatamente conosco i prigionieri politici che stanno nel modulo 7: baschi accusati di appartenere all'ETA, un comunista accusato di appartenere al GRAPO e altri anarchici arrestati a Barcellona nel settembre del 2003: tutti sono molto solidali con me, dandomi vestiti, libri e aiutandomi a comprare quello che mi serve, noi dodici siamo prigionieri inclusi nel "Fichero de Internos de Especial Seguimiento", "Banda Armata" FIES 3.
Ciò nonostante qui mi trovo bene e sono contento e spero che mi portino in Italia il più tardi possibile, perché lì secondo la pratica della dispersione sicuramente mi porteranno in una prigione molto lontana dalla mia casa e dalla mia famiglia, per cui la comunicazione con loro sarà lo stesso difficile. Nonostante tutto devo precisare, perché non mi si maleinterpreti, che anche se qui sto bene, i secondini e le prigioni sono delle merde come in tutte le parti.
Cesare o Francesco, un ringraziamento a tutte le persone che mi appoggiano e che mi hanno aiutato, un saluto con il pugno chiuso a tutti i compagni comunisti, anarchici, antimperialisti ed indipendentisti che combattono contro lo stato e il capitalismo.
Non un passo indietro! La guerra contro lo stato e lo sfruttamento continua dentro e fuori dai carceri con tutti i mezzi necessari.
L'anarchismo non si trova nella musica, né nelle commemorazioni, né nelle creste, né nelle occupazioni tollerate dallo stato, ma nel desiderio di libertà e giustizia quando tutto questo si trasforma in azione. Lasciamo che i fantasmi del settarismo si cuociano nella propria salsa, armiamoci di coraggio e facciamo che la solidarietà rivoluzionaria non sia una parola vuota.


Gioia Francesco C.P. Madrid V modulo 7 28791 Soto del Real (Madrid)